Paperbit Vibo ValentiaAziende TOP: Paperbit a Vibo Valentia

Paperbit è una società di servizi che si occupa dello sviluppo di prodotti multimediali, realizzazione siti web in Calabria grafiche, servizi Web, consulenza hardware e software per Aziende, Enti e privati, DTP, elaborazioni audiovisive. Riunisce esperienze e competenze professionali sia interne che di consulenti esterni, con l'obiettivo di creare un'azienda moderna e competitiva, per produttività, qualità e professionalità.
Distributori, Enti Pubblici e Privati, Consorzi ed Aziende e, perché no, anche singoli utenti manifestano in modo sempre più forte la necessità di poter disporre di soluzioni adeguate: videocataloghi, prodotti educativi, giochi interattivi, realtà virtuale, sono solo alcune delle molteplici applicazioni multimediali che consentono di spaziare dal divertimento alle più innovative tecniche di autoapprendimento, dalla promozione turistica e culturale all'informazione pubblicitaria diversificata.


 

Bernardino Telesio

Bernardino Telesio (Cosenza, 1509 – Cosenza, 1588) è stato un filosofo e naturalista italiano, iniziatore della nuova filosofia della natura rinascimentale. Trassero ispirazione dalla sua dottrina Giordano Bruno, René Descartes, Francis Bacon, Tommaso Campanella. Telesio iniziò i suoi studi nella città natale di Cosenza con lo zio Antonio Telesio (1482-1534), dotto umanista che lo portò a Milano nel 1518, e poi a Roma nel 1521, dove soggiornarono fino al 1527, l'anno del saccheggio dei lanzechinecchi di Carlo V che lo imprigionarono. Liberato da Bernardino Martirano, amico del capo dei lanzichenecchi Filiberto d'Orange, Telesio si recò a Venezia e successivamente a Padova nella cui università studiò filosofia con Geronimo Amaltea e approfondì gli studi in matematica, astronomia e filosofia morale con Federico Delfino fino al 1535 anno in cui conseguì il dottorato.

Nell'Università di Padova dove ancora si contrastavano averroisti e alessandrini sulla interpretazione di Aristotele, Telesio cominciò a elaborare la sua critica alla fisica aristotelica sviluppando quell'interesse per lo studio della natura a cui dedicò tutte le sue opere. Compì numerosi viaggi a Roma, Napoli, Bologna, Cosenza godendo del favore di alcuni papi da Clemente VII a Gregorio XIII, ma soprattutto della protezione della famiglia napoletana del Duca di Nocera, Alfonso Carafa che ospitandolo per lunghi periodi dal 1544 al 1550 e vi stette ancora dal 1565, gli permise di trovare il raccoglimento necessario per la sua opera maggiore: il De rerum natura iuxta propria principia ("Intorno alla natura delle cose secondo i loro principi"), che fu composto nel palazzo ducale di Nocera e dedicato al figlio del duca Alfonso Ferrante.

Secondo alcuni interpreti della filosofia telesiana l'espressione iuxta propria principia andrebbe intesa nel senso che lo studio della natura veniva fatto dall'autore secondo propri principi telesiani. Altri invece intendono la stessa espressione nel senso che Telesio volesse avviare una scienza della natura che utilizzasse i principi che le sono propri e ne descrivono il funzionamento e non più improntati alla metafisica.

Dopo la prima composizione, avvenuta tra gli anni 1544-1552, l'opera fu pubblicata, per i primi due libri nel 1565, e nel 1586 nell'edizione completa in nove libri. Le successive opere minori riguardanti fenomeni fisici particolari, furono scritte con il fine di convalidare le teorie esposte nell'opera maggiore. Nel 1552 Telesio sposò la vedova con due figli Diana Sersale, da cui ebbe quattro figli, il primogenito dei quali, Prospero, fu misteriosamente ucciso nel 1576.

«Fu Bernardino Telesio uomo di acuto ingegno, di profonda dottrina e di socratici costumi, ma nondimeno sentì acerbamente la morte di suo figliuolo che gli fu senza colpa ucciso. Torquato per volernelo consolare gli addimandò se quando il figliuolo non era al mondo egli si doleva che non vi fosse. Il Telesio rispose che no. Dunque, soggiunse il Tasso, perché vi dolete ora che non vi sia? Volle contro un filosofo dispregiatore degli antichi valersi degli argomenti dei sofisti»
Dopo la morte della moglie, papa Paolo IV Pietro Carafa (papa dal 1555 al 1559), gli offrì, a condizione della sua preventiva ordinazione a sacerdote, la nomina di arcivescovo di Cosenza ma Telesio rifiutò a favore del fratello Tommaso. Telesio trascorse gli ultimi anni della sua vita a Cosenza dove, dopo la morte di Aulo Giano Parrasio (1534), si era dedicato allo sviluppo degli studi filosofici-scientifici della locale accademia che da lui prenderà il nome di Accademia "telesiana".

Ormai famoso tra gli studiosi del tempo morì a Cosenza nel 1588, rimpianto dai suoi discepoli che si adoperavano per la diffusione del suo pensiero, contrastato dal Sant'Uffizio che fece inserire per la concezione contraria alla Scrittura che Telesio nutriva dell'anima il Quod animal, il De somno, e il De rerum natura nell'Indice dei libri proibiti fatto pubblicare da Clemente VIII nel 1596.

 

La filosofia di Telesio si sviluppa dalla critica dei fondamenti della fisica aristotelica basata su un metodo dove principi universali astratti, come sostanza, forma, materia, pretendono di spiegare fatti concreti che rimandano piuttosto ad un intervento dei sensi che li percepiscono. In più, osserva Telesio, Aristotele introduce spiegazioni metafisiche come il "motore immobile" per spiegare fenomeni fisici.

 

La natura invece va studiata adoperando principi che abbiano la stessa consistenza materiale della natura e che siano da noi appresi tramite i sensi. I principi sono tre:

 

una prima forza agente, il caldo, dilatante, che emana dai corpi ma che non ha di per sé una consistenza corporea anche se può inserirsi nei corpi più compatti;
una seconda forza, il freddo, condensante, anch'essa di per sé priva di consistenza corporea;
un sostrato corporeo, la materia, che permette a quelle forze di esplicarsi realmente dando così ragione del mutamento delle cose.
Contrariamente ad Aristotele che sosteneva che "quidquid movetur ab alio movetur", che cioè ogni cosa in movimento è mossa da un altro corpo in movimento, Telesio ritiene che il movimento sia un principio inerente al calore per cui in natura si muove tutto ciò che è caldo. Non esiste dunque un motore immobile poiché ogni corpo naturale è in grado di muovere se stesso.

 

Un'altra caratteristica del calore e del freddo è la sensibilità che appartiene ad entrambi in quanto questi due principi avvertono la presenza l'uno dell'altro e quindi si contrastano tra loro e cercano di reciprocamente evitarsi. Il calore è sensibilità e quindi vita: ogni corpo che possegga una minima quantità di calore è animato.

 

A differenza dei corpi inorganici, in quelli organici è presente un'anima, chiamata da Telesio spiritus, concepita come una materia sottilissima che riempie di sé ogni parte dei corpi viventi e che è destinata a morire assieme al corpo.

 

«[Lo spiritus] è la stessa sostanza che nell'uomo sente e ragiona; la sostanza che ragiona non è affatto diversa da quella che sente.»
Altrettanto materiale è l'intelligenza che appartiene nella sua corporeità non solo all'uomo ma a tutti gli esseri viventi: essa non è altro che il deposito nella memoria delle percezioni immediate avute in passato. È in base a questi ricordi sbiaditi delle percezioni passate che siamo in grado di riconoscere un corpo anche in assenza di sensazioni attuali.

 

Testo tratto da Wikipedia

 

 


 

 

Free business joomla templates